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Dialogo sui massimi fumetti. Conversazione a quattro voci sul fumetto educativo

Il tema del fumetto educativo è da sempre uno di quelli che mi interessano maggiormente, sia per il mio ruolo di docente di italiano e storia nella scuola superiore, sia per la mia nota passione per il medium fumettistico. È stato quindi un piacere parlarne con Cristiano Saccoccia, divulgatore letterario e fumettistico, Elia Munaò, editor di Kleiner Flug, casa editrice toscana specializzata nel settore, e Davide Costa, tra i più importanti autori di fumetto per ragazzi nella fascia dai 6 ai 15 anni (i suoi due volumi dei fumetti di Lyon hanno raggiunto entrambi la vetta della classifica assoluta dei libri più venduti).

Le modalità di utilizzo del fumetto sono sicuramente molteplici e infinite nuove se ne potrebbero trovare. Mi pare però che, dalla chiacchierata, siano emerse alcune linee di tendenza principali.

Fumetti di argomento storico o biografico. Oltre al loro ovvio utilizzo didattico in storia – pensiamo a Maus di Spiegelman, o a Persepolis di Satrapi – è emerso (Costa) come siano ideali per cercare, in libreria di varia, di raggiungere un pubblico diverso dalla classica sfera del fumetto autoriale o di genere, intercettando nuovi lettori con un volume sulla Montalcini o su Ibrahimovic. Kleiner Flug ha, al proposito, molte biografie di toscani illustri, che sono del resto personaggi di caratura nazionale. Anche una casa editrice come BeccoGiallo è un riferimento in quest’ambito, in Italia.

Adattamenti letterari. In questo caso, l’ambito prevalente è letteratura, italiana o straniera a seconda dei casi (in questo caso, interessante sarebbe ragionare sulla proposta di fumetti in lingua originale), con opere come, ad esempio, la biografia di Mary Shelley, realizzata da Di Virgilio e Santoni. Davide Costa sottolinea come gli adattamenti richiedano di essere adeguati periodicamente ai gusti del pubblico, come avvenuto nell’Amleto, di cui esiste una storica parodia disneyana ma vi è stata una recente riedizione di Giorgio Salati, con un nuovo linguaggio fumettistico e comico. Il fumetto Disney, soprattutto per i più piccoli, è in particolare interessante per la proposta graduale di un linguaggio più elevato e raffinato, oggi meno invasivo dei tempi gloriosi della “plutocratica sicumera” ma tuttora presente. Captain Troll, intervenuto nel dibattito, evidenzia come valga anche per i classici filmici come in Metopolis di Artibani, cui viene offerta una prima conoscenza ai giovani lettori. Saccoccia invece propone l’ipotesi interessante di adattamenti “alti” a fumetti, come ad esempio quello dell’Adelchi.

Altra soluzione può essere quella di un fumetto che introduca dei temi vicini ai giovani o importanti dal punto di vista educativo, come Lo spogliatoio di Thimothé Le Boucher, pubblicato da ComicOut, ad esempio, che tratta del tema del bullismo senza retorica: ideale per un dibattito o una riflessione.

Infine, una quarta casistica può essere lo studio della storia del fumetto in sé, per il suo valore autonomo, specialmente in scuole a indirizzo artistico, dove figure come Hugo Pratt – ma anche, oggi, un Gipi – dovrebbero far parte di una irrinunciabile cultura generale. Si discute anche della moda di candidare fumetti a premi letterari, e tutti gli intervenuti concordano nello scetticismo al proposito: meglio favorire la nascita di un più autorevole premio fumettistico specifico italiano.

Fuori dall’ambito umanistico, però, le applicazioni sono numerosissime: fumetti a tema scientifico (ci sono al proposito collane manga e una disneyana, che si inaugura in questi giorni in edicola) ma anche ogni tipo di fumetto “istruttivo”. Nei commenti, Maurizio Toccafondi fa l’esempio di fumetti sulla sicurezza sul lavoro che vengono talvolta commissionati dalle aziende, e Davide Costa concorda, pur aggiungendo della difficoltà che nasce talvolta per la mancata comprensione che il fumetto è un prodotto costoso, nell’errata percezione del suo basso costo di vendita.

La nuova copertina della biografia a fumetti intitolata Dante Alighieri, Amor mi mosse, scritta da Alessio D’Uva e Filippo Rossi e illustrata da Astrid Lucchesi, per Kleiner Flug (2015, 2021)

Si va verso la fine, conversando più liberamente sulle note del settecentenario dantesco: il Sommo Poeta, in fondo, vide presto una versione illustrata d’eccellenza ad opera di Botticelli, che – come ho avuto modo di ricordare – assieme ad altre opere rinascimentali forma un modello per il lavoro di De Luca su Shakespeare. Amor mi mosse di Kleiner Flug, infine, è una interpretazione particolarmente interessante del mito dantesco, perché mira a cogliere il punto di vista femminile di Beatrice. Saccoccia chiude da par suo, celebrando i fumetti tratti da grandi distopie, che stanno avendo un revival in questo periodo. E Munaò conferma: in fondo, stiamo vivendo tutti, purtroppo, in una “distopia a bassa intensità”, l’attualità è inevitabile.

fumetto educativo Kleiner Flug
La locandina dell’evento.

Sabato 10 Aprile ore 16:00, per la rubrica di Cristiano Saccoccia, La Manticora, sono intervenuti Elia Munaò, Davide Costa e Lorenzo Barberis, sulla Pagina Facebook di ClassiCult e della Wunderkammer, sul canale YouTube di ClassiCult e della Wunderkammer, sul canale Twitch della Wunderkammer (https://www.twitch.tv/wunderkammer).

L’evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/283939823285030/

 

Anne Frank a fumetti: le annotazioni del retrocasa reinterpretate da Ozanam e Nadji

Il legame tra narrazione a fumetti e memoria è particolarmente affascinante. Raccontare con le immagini aggiunge forza ed immediatezza al messaggio che si vuol dare, non è un caso che spesso opere letterarie che vengono adattate in fumetti acquistino una “vita” propria, “Il diario di Anne Frank” è uno di questi casi.

La Star Comics ha recentemente pubblicato il “Diario di Anne Frank” in un volume autoconclusivo tratto dalla prima edizione del diario, curata da Otto Frank, padre di Anne, pubblicata come “Il retrocasa: annotazioni al diario dal 12 Giugno 1942 al 1 Agosto 1944”.

La sceneggiatura è di Antoine Ozanam (già sceneggiatore di Klaw) e i disegni di Nadji (il suo blog: http://vertfluo.blogspot.com/).

Anne Frank è una ragazza ebrea che per i suoi tredici anni riceve un diario eleggendolo subito a suo più intimo confidente, battezzandolo Kitty.
Una premessa di poco conto, se quel diario non fosse una delle rarissime testimonianze dei tanti giovani ebrei che hanno vissuto la seconda guerra mondiale e l’orrore delle persecuzioni naziste. In quelle pagine Anne riversa la sua vita da rifugiata in una “retrocasa” di Amsterdam.

Non è la prima volta che il diario della giovane Anne si presta ad essere reinterpretato come fumetto, il lavoro di analisi e comprensione dell’opera letteraria da parte dello sceneggiatore si fonde allo stile di disegno essenziale di Nadji, rendendo le azioni e riflessioni della protagonista vivide e mai distanti.

La retrocasa dove Anne vivrà per due anni con la famiglia e altre persone diventa il macrocosmo nel quale la ragazza passerà gli anni della sua adolescenza.
Anne è la più giovane in quella dimora nascosta, gli adulti riversano su di lei aspettative e frustrazioni, senza che lei abbia la possibilità di ribattere senza essere bruscamente messa a tacere.
Come tutte le adolescenti, Anne si ribella, si fa delle domande, si innamora ed osserva il mondo attorno a lei: la guerra è una eco terribile, fa tremare le pareti di quel rifugio che diventa di anno in anno sempre più fragile.

La retrocasa viene delineata con pochi tratti, lasciando spesso lo sfondo vuoto per non distrarre il lettore dai personaggi e dai loro discorsi, vera anima dell’opera. Il fumetto fa un grande uso di tinte desaturate, come a voler rappresentare la perenne penombra di chi vive senza dover essere visto, relegando i toni caldi ai momenti più astratti quando Anne non parla a Kitty, il suo diario, ma rende noi “Kitty”.
L’autore si prende la libertà di colmare le lacune della narrazione frammentaria del diario, dimostrando di aver capito la personalità della giovane protagonista.

La gabbia delle vignette è spesso rigida, le vignette si susseguono inframezzate da ampi spazi bianchi. Ad interrompere il ritmo e la narrazione si aprono splashpage che ci trasportano nell’immaginazione della giovane autrice, animando le sue fantasie e preoccupazioni.

Il diario di Anne Frank” non è pensato per un pubblico che vede nel fumetto una via “facile” per leggere un libro, è un’interpretazione sensibile e rispettosa del contesto, dei sentimenti di Anne e di chi ha vissuto attorno a lei.

Non occorre vivere momenti così tragici per entrare in sintonia con il pensiero della giovane Anne che ha il pregio di rendere tangibili, comprensibili i suoi problemi e i suoi dilemmi in maniera così incredibilmente universale.

Anne Frank fumetti
La copertina del volume Il diario di Anne Frank, a cura di Antoine Ozanam e Nadji, pubblicato da Edizioni Star Comics (2020)
Il diario di Anne Frank
“Il retrocasa annotazioni al diario dal 12 giugno 1942 al 1 agosto 1944”

AUTORI: Antoine Ozanam (sceneggiatura), Nadji (disegni)
EDITORE: Star Comics
DIMENSONI:17×24, brossurato a colori
PAGINE:144
PREZZO:€.13,90
ISBN: 978-8822621375
Il fumetto è disponibile anche su Amazon

 

Per le immagini si ringrazia Edizioni Star Comics.

L’articolo è stato pubblicato in precedenza su ClassiCult.