Dopo lo straordinario successo riscosso a Torino, Rimini e Roma, arriva finalmente a Milano la mostra – evento Queen Unseen | Peter Hince, che svela aspetti inediti e sconosciuti dell’iconica band che ha segnato la storia della musica rock e che in Italia si è esibita in concerto solo nel capoluogo lombardo
8 febbraio – 21 aprile prorogata al 5 maggio 2024
Milano, 30 gennaio 2024 – Fans e appassionati sono già in fermento per l’arrivo a Milano, presso la Fondazione Luciana Matalon, in Foro Buonaparte 67, della tappa lombarda del tour europeo della mostra – evento “QUEEN UNSEEN | Peter Hince”, in programma dall’ 8 febbraio al 21 aprile prorogata al 5 maggio 2024, un vero e proprio viaggio esperienziale nel mondo della celeberrima band da vivere attraverso le immagini inedite fermate nel tempo da chi i QUEEN li ha conosciuti davvero bene, vivendoci in simbiosi per oltre dieci anni. Dopo lo straordinario successo riscosso a Torino, Rimini e Roma, arriva anche a Milano la mostra-evento del gruppo inglese che ha segnato la storia della musica rock e che intrattiene con la città un rapporto speciale, essendosi esibito in Italia in concerto soltanto al Palasport di San Siro accanto allo stadio nel 1984 (nello stesso anno erano stati ospiti anche al Festival di Sanremo).
“QUEEN UNSEEN | Peter Hince” si compone di oltre 100 fotografie del road manager e assistente personale di Freddie Mercury – Peter Hince appunto, mai esposte in precedenza in nessun Paese europeo, e di cui alcune in assoluta anteprima internazionale, e di oltre un centinaio di cimeli, memorabilia, oggetti e documenti vari, tutti rigorosamente originali: tra di essi figurano l’asta del microfono utilizzata da Freddie Mercury nel suo ultimo concerto, una chitarra autografata di Brian May, i costumi usati per il videoclip di Radio Gaga, un piatto autografato e le bacchette della batteria di Roger Taylor, materiale proveniente in parte da dalla raccolta personale di Niccolò Chimenti, uno dei maggiori collezionisti europei dell’universo Queen. Completa la mostra la proiezione di video rari e di spezzoni dei più famosi concerti della band. A 50 anni dall’uscita del primo disco, l’omonimo “Queen”, l’esposizione rappresenta un’occasione imperdibile, per i fan di scoprire aspetti e dettagli inediti del gruppo e del suo carismatico front-man e per il grande pubblico di ampliare la propria conoscenza sulla band che ha rivoluzionato la musica degli ultimi 50 anni e che ancora oggi riesce ad essere straordinariamente attuale.
Grazie alla fortuna di aver lavorato per una delle più famose fabbriche di hit musicali degli anni Settanta e Ottanta, Ratty – come era soprannominato Peter Hince – ha potuto avere accesso, sia professionale che privato, ai momenti salienti che hanno contraddistinto la band di “Bohemian Rhapsody” che è riuscito a fermare nel tempo e rendere eterni con i suoi memorabili scatti. Il sodalizio tra Hince e i Queen inizia nel 1975, quando la band si stava apprestando a registrare “A Night at the Opera”. Peter era la persona responsabile di strumenti e soundcheck che doveva vigilare affinché la performance della banda sul palco filasse come da copione; presto si guadagnò la fiducia di Freddie, Brian, John e Roger. Di quei primi anni purtroppo non esistono fotografie che invece Peter inizia a scattare a partire dal 1977, quando ormai la band aveva raggiunto l’apice del proprio successo mondiale, fino al 1986. In virtù dello stretto rapporto personale particolare esistente tra Hince e Freddie Mercury la mostra dedicherà una particolare attenzione al cantante della band. Tra gli scatti di Hince spiccano certamente alcune tra le immagini più iconiche del cantante, catturate in studio di registrazione, sul set dei video musicali più trasmessi nel mondo o su quello fotografico, in cui Hince ha immortalato Freddie abbigliato come una vera regina. Freddie, immigrato nell’Inghilterra degli anni ’70, è stato una delle figure chiave non solo della rivoluzione musicale della seconda metà del XX secolo, ma anche di quelle sociale e culturale, che lo hanno reso uno dei principali ed indiscussi protagonisti di quegli anni gloriosi. E se le fotografie di Hince ci offrono uno spaccato unico ed un accesso privilegiato alla band e al suo front-man, la carriera dei Queen nella mostra è documentata nel dettaglio da un ricco allestimento che include anche materiale video e oggetti fisici. La mostra, quindi, non rappresenta soltanto un inedito viaggio fotografico attraverso i momenti più importanti della band, ma un vero e proprio percorso esperienziale.
Nato a Hereford, Inghilterra nel 1955, Peter Hince inizia la sua avventura nel mondo della musica nel 1973 come giovane roadie con David Bowie. Nello stesso anno, lavorando per i Mott The Hoople, incontra una band semisconosciuta, i Queen, gruppo di supporto nel tour britannico dei Mott. In quel periodo Peter continua a lavorare con altri grandi artisti, tra cui Mick Ronson, Lou Reed, Eno (Roxy Music), Supertramp, George Benson e Kevin Ayers, entrando a far parte dei Queen a tempo pieno nel 1975. Peter è stato assistente personale di Freddie Mercury e del bassista John Deacon, diventando in seguito capo della road crew dei Queen. Durante gli anni passati con i Queen, Peter coltiva la passione per la fotografia riuscendo a scattare foto intime e sincere della band in studio di registrazione, durante le riprese dei videoclip, le prove dei tour e, in rare occasioni, anche durante gli spettacoli dal vivo. Scatta inoltre alcuni ritratti alla band, diventati iconici. L’archivio di Peter Hince è unico e copre non solo un ampio periodo della carriera pubblica dei Queen, ma contiene anche rare immagini riprese dietro le quinte. Pur non essendo mai stato nominato come fotografo ufficiale dei Queen, la band si sentiva rilassata e a proprio agio con lui. “Durante gli anni con i Queen ero in una posizione privilegiata e poiché la band si fidava di me e delle mie macchine fotografiche, sono riuscito a catturare queste rare immagini. Potreste dire che sono stato fortunato, ma nella vita ho scoperto che più lavori duramente, più ti applichi, riconosci e cogli le opportunità, più sei fortunato”. Dopo l’ultimo tour dei Queen nel 1986, Peter ha avuto una carriera di successo come fotografo pubblicitario, continuando sempre a fotografare Freddie Mercury e gli altri membri della band. Peter Hince ha vinto premi internazionali per il suo lavoro commerciale e per le sue immagini subacquee in bianco e nero, che sono state esposte numerose volte. Nel 2009 il suo archivio fotografico dei Queen è stato esposto in Australia nella mostra intitolata “Queen – The Unseen Archive”. Nel novembre 2021 si è tenuta a Monaco di Baviera una nuova mostra di grande successo, per celebrare Freddie Mercury, in cui sono state esposte alcune foto di Hince. Peter ha anche trasformato la sua prima passione per la scrittura in un libro di memorie: “Queen Unseen”, acclamato dalla critica e pubblicato in oltre venti Paesi di tutto il mondo. Un nuovo libro fotografico che segue il viaggio di Peter con i Queen sarà pubblicato anche in Italia a fine febbraio a oltre 50 anni dal loro primo incontro. Oggi vive tra Londra e Monaco, scrivendo, esponendo e gestendo il suo archivio fotografico ed è spesso chiamato per rilasciare interviste e invitato a fare da relatore e rappresentante del mondo della musica negli anni ’70 e ’80.
“QUEEN UNSEEN | Peter Hince” a Milano è prodotta ed organizzata dalla Blu&Blu Network di Roma e realizzata in collaborazione con Fondazione Luciana Matalon e con il supporto di Anteo Palazzo del Cinema e Hard Rock Cafe Milan, due importanti special partner che promuoveranno in modi diversi l’evento.
La Fondazione Matalon, impegnata dal 2000 nella promozione dell’arte e della cultura per volere della sua fondatrice e artista Luciana Matalon, collabora con entusiasmo alla realizzazione del progetto espositivo milanese. I Queen rappresentano infatti un fenomeno culturale che ha significativamente rivoluzionato il mondo della musica, dell’arte e dello spettacolo. La documentazione fotografica di Peter Hince rappresenta un punto di vista iconico e unico del percorso artistico della band, che la Fondazione e il suo presidente, dott. Nello Taietti, sono lieti di poter annoverare all’interno del proprio programma espositivo dedicato alla fotografia e ai diversificati utilizzi di questo medium artistico.
“QUEEN UNSEEN | Peter Hince” prosegue inoltre all’Hard Rock Cafe Milan, il locale più rock’n’roll nel cuore del capoluogo meneghino di via Dante 5, che durante tutta la durata della mostra ospiterà sulle proprie pareti fotografie esclusive, cimeli e video musicali che gli appassionati della storica band potranno ammirare solo lì. Un viaggio esperienziale unico cha farà anche da trait d’union, infatti chiunque farà un acquisto al Rock Shop di Hard Rock riceverà un voucher da presentare alla mostra per richiedere il biglietto ridotto. Ma non solo, chi visiterà prima l’esibizione riceverà uno sconto da utilizzare al Rock Shop di Hard Rock Cafe Milan.
Anteo Palazzo del Cinema ospiterà un incontro per il pubblico con Peter Hince martedì 6 febbraio alle ore 18 moderato dal curatore della mostra Niccolò Chimenti. I biglietti per assistere alla conversazione in lingua inglese sono in vendita a 5 euro sul sito del cinema. Inoltre presentando il biglietto d’ingresso per Anteo Palazzo del Cinema emesso dal 6 febbraio al 21 aprile si otterrà l’ingresso ridotto alla mostra.
Anche per la tappa milanese i ringraziamenti vanno estesi a FAI – Fondo Ambiente Italiano, Multivision, Ledvision, Primafila Magazine, Franciosa Comunicazione, P&B Communication e la radio partner Radio Bruno.
La mostra sarà visitabile dall’8 febbraio al 21 aprile dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle ore 19.00, con costo del biglietto intero € 18,00 e biglietto ridotto € 12,00.
Maggiori informazioni sulla mostra, orari e giorni di apertura, acquisto e tariffe del biglietto sono disponibili sul sito www.queenunseen.it
18 marzo 2024 – Prosegue il successo della mostra “QUEEN UNSEEN | Peter Hince”, ospitata sino al 21 aprile presso la Fondazione Luciana Matalon a Milano.
La mostra curata da Peter Hince, road manager dei Queen e assistente personale di Freddie Mercury, è un racconto nel mondo della band di Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon, composta da oltre 100 immagini realizzate tra il 1977 e il 1986 ma anche di oggetti, cimeli e memorabilia, tutti rigorosamente originali proveniente in parte da dalla raccolta personale di Niccolò Chimenti, uno dei maggiori collezionisti europei dell’universo Queen.
A chiudere il percorso espositivo, la proiezione di rari documenti video provenienti dai backstage, realizzati negli studi di registrazione e durante le prove dei più importanti concerti dei Queen.
Di seguito una clip realizzata con rari contenuti video visibili in mostra alla Fondazione Luciana Matalon:
La mostra “QUEEN UNSEEN / Peter Hince” presente anche al MIA Photo Fair con una selezione di scatti grazie alla Fondazione Luciana Matalon
Proseguono le proposte per vivere la mostra in maniera del tutto inedita. Dal 9 al 14 aprile 2024, in occasione della Milano Art Week 2024, presso Fondazione Luciana Matalon un programma di visite guidate speciali alla mostra “Queen Unseen | Peter Hince”, mentre al MIA Photo Fair la Fondazione esporrà due ritratti iconici provenienti dalla Mostra.
Fondazione Luciana Matalon è lieta di annunciare che dall’11 al 14 aprile 2024 parteciperà per la prima volta a MIA Photo Fair, la fiera internazionale d’arte dedicata alla fotografia in Italia che alla sua tredicesima edizione si terrà presso la sede di Allianz MiCo, dove presenterà una sintesi del proprio operato ed esporrà una selezione di scatti e opere provenienti da progetti e iniziative presentate dall’istituzione, tra cui due iconiche immagini fotografiche provenienti dalla mostra “QUEEN UNSEEN | Peter Hince”, visitabile fino al 21 aprile presso gli spazi della Fondazione siti in Foro Buonaparte 67.
La mostra racconta lo straordinario percorso umano e professionale dei Queen e del loro carismatico frontman attraverso una ricca selezione di memorabilia, appartenuti ai componenti della band, di fotografie scattate tra il 1977 e il 1986 dallo stesso Hince, road manager e assistente personale di Freddie Mercury. In occasione di MIA Photo Fair, la Fondazione Luciana Matalon presenterà due tra gli scatti più rappresentativi della produzione fotografica di Peter Hince. Commissionatigli dallo stesso Freddie Mercury, i due ritratti corrispondono all’immagine pubblica del cantante, esibizionista e sfrontata, del tutto lontana dalla sua indole riservata e sensibile che il frontman desiderava custodire tra le mura domestiche.
Le occasioni per conoscere da vicino l’indimenticato Freddie Mercury e vivere la mostra in maniera del tutto inedita non finiscono qui. Infatti, dal 9 al 14 aprile 2024, in occasione della Milano Art Week 2024, Fondazione Matalon vi aspetta tutti i giorni con un programma di speciali visite guidate alla mostra. Le visite guidate si tengono dal 9 al 14 aprile 2024 da martedì a domenica (alle 11:00, alle 15:00 e alle 17:00) previa prenotazione alla mail: queenunseen1@gmail.com
Biglietti acquistabili in cassa e online tramite piattaforma Webtic.
La mostra “QUEEN UNSEEN / Peter Hince” incontra il genio artistico di Marco Nereo Rotelli in occasione
della Milano Design Week 2024 con l’evento “Freddie’s Mirrors”
Dal 16 al 21 aprile 2024, in occasione della Milano Design Week 2024, presso Fondazione Luciana Matalon e nell’ambito della mostra “Queen Unseen | Peter Hince” il mondo della musica e del design si contaminano in “Freddie’s Mirrors”, un progetto artistico di Marco Nereo Rotelli in cui le parole delle canzoni dei Queen diventano cifra espressiva impressa su specchi vintage.
Il 16 aprile alle 11.00 in programma la live performance inaugurale dell’artista.
Si moltiplicano le proposte per il pubblico per vivere in maniera sempre nuova l’esperienza della mostra “QUEEN UNSEEN | Peter Hince”, ospitata e prorogata dato il grande successo sino al 5 maggio presso la Fondazione Luciana Matalon di Milano.
Anche in occasione della Milano Design Week 2024, uno degli eventi artistici e mediatici più importanti al mondo, il viaggio nel mondo della celebre band raccontato attraverso le bellissime immagini inedite di Peter Hince, road manager e assistente personale di Freddie Mercury, e da rari oggetti e cimeli, non poteva che essere arricchito da una proposta originale per offrire al pubblico un’esperienza aggiuntiva.
Dalla contaminazione della musica anni ’70 e del design di quell’epoca attualizzato in chiave moderna nasce l’idea di “Freddie’s Mirrors”, un progetto artistico di Marco Nereo Rotelli che sarà protagonista presso la Fondazione Luciana Matalon dal 16 al 21 aprile, all’interno della Mostra già in essere e che è pensato come omaggio ai testi delle canzoni di una band così simbolica.
Il concept consiste in una serie di iconici specchi ad unghia vintage (il famoso modello progettato dall’architetto Rodolfo Bonetto), tutti diversi e disposti in un cerchio magico, che verranno personalizzati con alcune parole tratte dalle canzoni dei Queen, secondo la cifra stilistica che contraddistingue Rotelli, la scrittura di/segnata.
La creazione delle opere avverrà durante una live-performance di Rotelli in occasione della inaugurazione il 16 aprile alle ore 11.00: gli specchi rimarranno allestiti per tutta la durata della Design Week e potranno anche essere successivamente acquistati.
Afferma Marco Nereo Rotelli a proposito di questa nuova idea artistica: “Riconoscersi allo specchio comporta una definizione della propria Immagine e dei propri confini fisici. Lo stadio dello specchio garantisce un collegamento tra l’organismo e l’ambiente, tra il mondo interno e quello esterno. Riconoscersi tra le parole cantate dai Queen è la costituzione del proprio Io raddoppiato nella dimensione ulteriore di un pensiero, il riflesso speculare della parola ricopre il soggetto in un doppio trasformato. In un mondo globale sempre più proiettato nella parola digitale la scrittura a mano e il collegamento tra mano e mente sono ciò che già Voltaire definiva ‘ la pittura della voce ‘, ossia un disegno ancestrale dove lo specchio unghia diventa “luogo concetto”. Non a caso le strutture verticali e autoportanti saranno poste circolarmente, un indizio temporale che unisce il passato al presente, una sorta di ‘Mirror Age‘ per dirlo con un pizzico di ironia ma anche un’opera che assume nella sua semplicità una forza evocativa e trasgressiva. La memoria si perde mentre la scrittura resta, non è magia, ma una porta di ingresso alla canzone dentro noi”.
Marco Nereo Rotelli è un artista di fama internazionale nato a Venezia nel 1955, dove si è laureato in architettura per poi formarsi all’Accademia di Belle Arti. A metà degli anni Ottanta si è trasferito a Milano, iniziando una ricerca sulla luce e sulla dimensione poetica che lo ha portato ad esporre nelle capitali del mondo. Il suo lavoro da sempre mira ad un’opera totale, con performance immersive, dove le sue installazioni luminose coinvolgono artigiani, filosofi, musicisti, poeti, fotografi, registi, ma principalmente il suo rapporto è con la poesia che è divenuta un riferimento costante per il suo lavoro. Nel 2000 ha fondato il gruppo Art Project, oggi diretto da Elena Lombardi e composto da giovani artisti ed architetti, con il quale realizza numerosi interventi e progetti di installazione urbana. Questo suo impegno gli è valso la partecipazione a nove edizioni della Biennale di Venezia, oltre a numerose mostre personali e collettive. È stato invitato dalla Northwestern University (Chicago) come artist-in residence nell’inverno 2013, è stato 22 volte sull’Isola di Pasqua per opere scultore e pittoriche. E poi in Giappone, Cina, USA, Spagna, Francia. Le sue opere, presenti in musei internazionali e collezioni private, hanno sempre di più assunto una dimensione etica rivolta a una riflessione sui temi ambientali e sociali.
Testi, video e immagini dall’Ufficio Stampa Studio Sottocorno. Aggiornato il 18, il 26 marzo, il 2 e il 22 aprile 2024.