L’ultimo volume pubblicato in Italia di My Hero Academia è il numero 34, come sempre grazie al lavoro della Star Comics che distribuisce il fumetto fin dal 2016. Questo volume si pone in un momento di transizione molto importante per la storia, in quanto i capitoli al suo interno si collocano poco dopo il fallimento degli eroi a Jaku e la conseguente destabilizzazione dell’intero Giappone. In un contesto sociopolitico completamente sovvertito, dove i criminali imperversano per un Paese in cui gli Heroes abbandonano il loro lavoro, Kōhei Horikoshi ha per la prima volta puntato l’occhio della storia e anche dei lettori all’estero. Il volume infatti si apre con l’arrivo dell’eroina numero uno degli Stati Uniti d’America, Star and Stripe, alias di Cathleen Bate. Questo personaggio, introdotto appositamente per l’occasione, e della cui esistenza non vi era traccia nei capitoli precedenti, è un esempio da manuale di come debba essere costruito un personaggio secondario per assolvere a diversi scopi ben precisi, all’interno della narrazione.

Star and Stripe
La copertina del volume n° 34 di My Hero Academia, pubblicato da Edizioni Star Comics (2022)

Di seguito l’articolo prosegue con elementi della trama.

Per comprendere l’utilità di Star and Stripe vanno prima individuate le necessità narrative a cui Horikoshi doveva rispondere, che sono effettivamente numerose e anche abbastanza spinose, al punto da aver portato i fan del fumetto ad avere il timore che l’autore non fosse in grado di far fronte al lavoro da fare. In primo luogo, avendo trasformato il Giappone in un campo di battaglia, era necessario mostrare perché le altre nazioni non dovessero interessarsi alle problematiche nipponiche: in passato, infatti, le uniche volte in cui le nazioni estere venivano nominate avveniva in relazione alla gioventù di All Might, che per un certo periodo si era allenato negli States. Nonostante All For One ci venisse mostrato come una minaccia capace di sovvertire un’intera nazione, tanto per forza quanto per intelligenza ed influenza, mai una volta Horikoshi ci aveva parlato della visione estera nei confronti di un problema così grande. Oltre a ciò, un’altra matassa da districare era quella di Shigaraki e della sua progressiva trasformazione in un secondo All For One: al momento del trentaquattresimo volume infatti Shigaraki, per quanto confuso sulla sua identità, è perfettamente in forma e capace di combattere, situazione che poneva l’autore nella scomoda situazione di doverlo trattenere in qualche modo, per dare tempo agli eroi di organizzare una controffensiva. In ultima analisi, la creazione stessa di Star and Stripe e del suo quirk, New Order, era una problematica da affrontare non appena il personaggio è stato introdotto.

Star and Stripe link Francesco Ariani
Foto di Francesco Ariani

Nei capitoli appena precedenti a quello d’introduzione dell’eroina, Horikoshi ha cercato brevemente di creare un setup quanto più realistico possibile per il mondo al di fuori del Giappone: le altre nazioni infatti vengono mostrate al lettore come titubanti sul da farsi, restando in stallo senza agire direttamente contro All For One. Questa situazione politica è perfettamente giustificata dal mondo narrativo di My Hero Academia che, nonostante la presenza di superpoteri, offre al lettore un mondo tutto sommato simile al nostro, per cultura, avanzamento tecnologico e per l’appunto, politica. Solo perché il Giappone è in difficoltà, le altre nazioni non sono autorizzate a mandare gli Heroes in loro possesso, perché sarebbe l’equivalente di inviare asset militari senza pensare alle conseguenze. In questo contesto, Star and Stripe forza la mano degli States, infrangendo gli ordini e dirigendosi di sua sponte in Giappone: questa mossa mette in moto i piani alternativi di All for one che, tramite Shigaraki, cercherà di appropriarsi del quirk dell’eroina, ottenendo dunque non solo un potere straordinario, ma anche l’ambito riconoscimento di aver eliminato la Heroine numero uno degli Stati Uniti d’America, galvanizzando i criminali di tutto il mondo e terrorizzando le altre nazioni. La morte di Star and Stripe, dunque, fungerà proprio da molla per giustificare l’assenza delle altre nazioni nell’ultimo arco narrativo di My Hero Academia, attualmente in corso.

Come già detto al momento dell’arrivo di Star and Stripe in Giappone, Shigaraki era perfettamente attivo e insieme ad All For One e gli altri criminali era perfettamente in grado di muovere guerra alla nazione da un momento all’altro. Dall’altro lato della barricata, invece, il protagonista Deku è appena tornato in seno alla sua vecchia scuola e in quel breve periodo né lui né le forze dell’ordine Giapponesi avevano modo di creare un piano per vincere contro i criminali: qualsiasi tipo di azione da parte loro sarebbe stata poco credibile a causa della mancanza di tempo, motivo per il quale Horikoshi doveva creare una situazione di improvviso svantaggio per i criminali.
Star and Stripe ha assolto anche a questo compito in modo assolutamente creativo: nonostante la sua morte, infatti, grazie alle potenzialità quasi illimitate del suo quirk, la donna riesce a ferire in modo irreversibile Shigaraki. Grazie al suo intervento, molti dei quirk che il villain aveva impiantati dentro di sé vanno completamente distrutti, il suo corpo e la sua psiche ne subiscono le conseguenze, dando quindi del tempo agli eroi per organizzarsi. Come se non bastasse è proprio il modo in cui Star and Stripe ferisce Shigaraki che assume importanza, infatti la perdita di alcuni quirk per il villain è un fattore di assoluto svantaggio, oltre che aggiungere un altro tassello alla narrazione intorno alla “mente” dei quirk, elemento che il lettore sta imparando man mano a comprendere e che tornerà utile in futuro.

Foto di Francesco Ariani

Come già detto, infine, la stessa creazione di Star and Stripe costituisce un problema per il fumetto: poiché All For One e Shigaraki sono capaci di derubare le persone del loro quirk, Horikoshi è costretto a dosare molto bene gli scontri in cui sono coinvolti, onde evitare che i due personaggi facciano incetta di poteri e mandino in frantumi la sospensione dell’incredulità. Il quirk dell’eroina americana è forse il più forte mai presentato in tutto il fumetto: in breve chi lo possiede può cambiare le regole dell’universo circostante, semplicemente ordinando con la propria voce che ciò accada.
Ovviamente, il quirk New Order ha delle limitazioni che hanno in parte contribuito alla sconfitta dell’eroina, ma sulla carta un potere simile è a dir poco straordinario: proprio questa potenza ha avuto una doppia valenza, permettendo a Star and Stripe di essere una valida avversaria per il cattivo più potente del fumetto, ma rendendola anche una preda ghiottissima per All For One e Shigaraki, che infatti fino alla fine dello scontro tentano di rubare New Order fino al loro successo. In una mossa ardita, Star and Stripe, decidendo di non sacrificare i suoi amici per vincere, sacrifica invece se stessa, decidendo però di non darla vinta del tutto a Shigaraki: Horikoshi infatti risolve il problema dell’esistenza di New Order alla radice, facendo sì che l’eroina tramite il suo stesso quirk ordini ad esso di combattere con gli altri poteri dentro Shigaraki. Questa mossa è ciò che ferisce Shigaraki e, contemporaneamente, garantisce l’eliminazione dello stesso New Order nel processo, chiudendo il cerchio partito pochi capitoli prima.

Ognuna delle utilità narrative di Star and Stripe non sono campate per aria, il personaggio non è creato in modo forzoso e non agisce in maniera innaturale e visibilmente pilotata da Horikoshi. Che ogni nazione avesse eroi potenti era ovvio e, inoltre, che proprio l’America avesse un numero uno anche più potente di All Might non era una cosa impossibile da immaginare, tantomeno costituisce un problema di continuità narrativa. La personalità di Star and Stripe è inoltre fortemente riconoscibile: la donna infatti si ispira proprio ad All Might, che spiegherà averla salvata da dei villain proprio quando si recò in America da giovane.
Questi dettagli non solo giustificano ogni azione del personaggio, ma lo rendono riconoscibile al lettore fin dalle prime pagine: All Might è un personaggio che per chi legge My Hero Academia si conosce nel dettaglio ormai da anni, dunque qualsiasi altro personaggio introdotto che si rifà a lui quasi completamente per principi etici e morali non avrà bisogno di lunghe introduzioni per essere compreso. Come se non bastasse, proprio il fatto che ad affrontare Shigaraki ci fosse una sorta di clone di All Might fa sì che lui e All For One si stizziscano, al punto da diventare particolarmente verbosi, offrendoci dei dialoghi che danno ulteriori informazioni sulla personalità di All For One, che Horikoshi sta centellinando fin dalla sua prima apparizione.

Foto di Francesco Ariani

Nel corso di questi ormai otto anni di pubblicazione, Kōhei Horikoshi ci ha abituato spesso e volentieri a scelte da manuale, magari non innovative ma per l’appunto eseguite con una maestria quasi scolastica, al punto da renderle difficilmente criticabili se non per gusto personale, evento per niente deprecabile. La breve vita di Star and Stripe è quindi un altro esempio di come l’autore giapponese sia in grado di portare a casa il suo obiettivo nel modo più semplice e ben fatto possibile: i capitoli con Star and Stripe sono utilissimi al progredire della narrazione, aiutano lo sviluppo di un personaggio principale e inoltre, ci offrono delle pagine di battaglia magnificamente disegnate.
Nelle intenzioni dell’autore infatti c’era anche quella di rendere lo scontro fra Star and Stripe e Shigaraki qualcosa di simile ai combattimenti di Dragon Ball, almeno nel concetto: l’obiettivo è difficile da raggiungere, considerando come di personaggi tanto potenti in My Hero Academia se ne contino con una sola mano. Star and Stripe stessa si fa portatrice di diverse tematiche relative all’eroismo a cui Horikoshi evidentemente tiene, visto che le ripropone spesso e le rende il fulcro di più personaggi all’interno della sua storia. Tutti questi elementi rendono l’eroina americana uno dei personaggi secondari meglio riusciti del fumetto, soprattutto considerando la brevità della sua apparizione.

Scheda tecnica

Autore: Kōhei Horikoshi
Data di uscita: 28 Ott 2022
Tipo prodotto: Manga
Prezzo: 5,20 euro
Rilegatura: Brossurato
Formato: 11,5 x 17,5
Interni: B&N
Pagine: 192

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