Archive

Dicembre 2021

Browsing

Lorenzo Santangelo è un cantautore romano, da poco uscito col nuovo singolo L’arancio (Lungomare – Believe), che segue due EP (Respiro del 2019 e Canzoni in fuga del 2015) e un album (L’ultimo album di esordio del 2016).

L’arancio si discosta dalle altre canzoni prodotte da Lorenzo Santangelo, e come lui stesso ha spiegato, la creazione di questo brano è stata per lui un’esperienza “emozionante”, che lo ha portato a rivivere il suo legame col nonno, un legame intenso e indissolubile come solo quelli familiari possono essere.

Abbiamo intervistato Lorenzo Santangelo, che ringraziamo per aver risposto alle domande di XtraCult:

Com’è la Roma di Lorenzo Santangelo? Come l’hai vista dall’estero? E cosa cambieresti?

Parti subito con una bella domanda! Bella e complicata… Allora, io sono nato a Roma e sono estremamente romano in quasi ogni aspetto della vita. Ma l’ho lasciata a 23 anni perché il classico rapporto di amore e odio che ogni romano ha con la sua città stava diventando un problema. Credo che Roma avrebbe potuto distruggermi, risucchiarmi nel suo vortice di bellezza e follia. All’epoca dicevo sempre che Roma è la più bella città di merda del mondo.
Adesso è da tanti anni che non ci vivo più e questo ha aiutato il nostro rapporto, ora siamo tornati amici… Ma i problemi restano, ogni volta che torno dopo che mi è mancata come l’ossigeno, capisco che probabilmente non potrò viverci mai. Prima de “L’arancio” avevo iniziato a scrivere un’altra canzone in romano, il titolo era “S.P.Q.R. Se Potrebbe Quasi Rifà (‘sta città)”, ma non l’ho mai finita perché non mi sembrava giusto, non vivendoci da tanto, trattarla così. Insomma, si sarà capito che la tratto quasi come una persona.
Mi chiedi come l’ho vista dall’estero, e a questa domanda non posso rispondere. Quando ero in Australia pensavo all’Italia tutta, non riuscivo a dividerla in città o regioni. E vedere l’Italia da fuori è stato fondamentale: quando sei dentro a certe dinamiche per te sono la normalità, quando in realtà il concetto di normalità è estremamente relativo, e vivere tanti anni all’estero ti aiuta a capire questa cosa, secondo me fondamentale. Cosa cambierei di Roma non lo so, anche niente. Magari sono io che devo cambiare per viverci.
Lorenzo Santangelo
Lorenzo Santangelo
Come vive un italiano in Australia? Come pensi che stia cambiando il mondo?
Senza saperlo ti ho risposto in parte prima. Di nuovo, ti rispondo che tutto è relativo. Non si può dire che un italiano vive bene o male in un posto diverso, dipende dal carattere di ognuno e dalle situazioni. Personalmente sono stato benissimo in Australia, è un Paese magnifico sotto tanti punti di vista e sono orgoglioso di essere diventato cittadino australiano. Ho conosciuto tantissimi italiani che considerano l’Australia un paradiso e l’unico posto al mondo in cui poter vivere, mentre tantissimi altri l’hanno vissuta male, molto male.
Il punto è che a certe cose devi essere un po’ predisposto, e poi c’è anche il caso, la fortuna. A volte se deve andare male va male, e tu non puoi farci niente. Tornando alla mia esperienza, è stata importantissima. Sicuramente non sarei la stessa persona senza averla fatta, e non solo nei documenti.
Non penso di poterti dire in che direzione stia andando il mondo in generale, perché le differenze tra i vari continenti sono abissali. Ecco, forse il problema maggiore è proprio questo: la disuguaglianza. Ad esempio, io in Australia posso dire di aver avuto un percorso di successo, ma solo perché ero un migrante di Serie A, tutto era predisposto per far sì che io potessi integrarmi. Purtroppo non è sempre così, e io credo sia un’ingiustizia grave. Il mondo è di tutti e ognuno dovrebbe poter avere la possibilità di scegliere dove vivere.
arancio L'arancio Lorenzo Santangelo
La copertina del singolo L’arancio (Lungomare – Believe) di Lorenzo Santangelo, prodotto da Filippo Raspanti per Sphere Music International
In questo singolo sembra tornare anche un senso di protesta col mondo, che già compare nei lavori precedenti. Come speri che cambino le cose?
Il senso di protesta di cui parli, che forse si potrebbe definire anche disagio, credo ci sia in tutte le mie canzoni. Ovviamente, come per ogni autore, voi conoscete solo un decimo, forse, delle canzoni che ho scritto, e considerando anche tutta l’infinita produzione inedita sì, posso dirti che è così. Non c’è nulla di studiato, te lo assicuro.
Credo sia il mio modo di esprimere qualcosa che altrimenti probabilmente resterebbe dentro. Io sono tendenzialmente una persona inquieta e faccio fatica a trovare un mio equilibrio, e scrivere canzoni è l’unica cosa che mi calma. Hai ragione sulla parte di testo che hai citato. Il punto è che volevo scrivere una canzone estremamente intima ma poi alla fine quel mio lato di protesta esce sempre.
In quel punto mi sono messo io nei panni di un nonno nel mondo di oggi, e io al posto suo direi proprio “ma che state a fa?”, perché mi sembra che molti insegnamenti delle generazioni passate non li abbiamo seguiti, anzi forse li abbiamo proprio dimenticati. Credo che a tutti i nonni, a tutte le persone nate all’inizio dello scorso secolo, il mondo di oggi non piacerebbe, o almeno avrebbero di che lamentarsi, mettiamola così.
L’arancio: ricordo o riscoperta?
Mi ha molto colpito anche un passaggio: “c’hai tempo pure pe scordatte de me”. Cosa si intendeva lì?
Entrambe le cose. Scrivere questa canzone per me è stato bellissimo, perché proprio scrivendola mi tornavano alla mente ricordi bellissimi. Per molti di noi i ricordi legati ai nonni sono i più belli in assoluto. Però tutto nasce da una riscoperta. Ti ho parlato prima del mio rapporto conflittuale con Roma e in generale con tutta una parte della mia vita.
Andare via tanto tempo, e soprattutto così lontano, mi ha fatto scavare dentro alla ricerca delle mie radici. Non è stato voluto, mi è venuto automatico, un po’ come se fosse una necessità. E scavando alla ricerca di queste radici mi sono accorto che più indietro di mio nonno non potevo proprio andare. In fondo, nasce tutto da lì.
E ho cominciato a ricordarlo profondamente, come non facevo da anni. Ho capito che mio nonno era un grande perché era una persona normalissima. Lui non era un dottore, un imprenditore, un cavaliere, non ha fatto il partigiano, non era impegnato in politica. Nulla, la sua grandezza era la normalità. Il cercare di stare al mondo nella maniera più serena possibile, facendo il tuo, senza prevaricare. E soprattutto conoscendo i propri limiti. Forse questo è l’insegnamento più grande: capire e accettare i propri limiti è forse l’unico modo che abbiamo per trovare la tranquillità.
La frase “Tu che la vita c’hai davanti, spero, e se tutto va liscio c’hai tempo pure pe scordatte de me” è davvero importante nel testo, e mi fa molto piacere che tu l’abbia sottolineata, perché lì c’è un po’ il fulcro, il resto è svolgimento di quel concetto. Lì c’è l’invidia amorevole di un vecchio nei confronti di un giovane, ma allo stesso tempo anche l’orgoglio e la gioia perché, in qualche modo, qualcosa di tuo va avanti.
In quello “spero” c’è tutta la veracità del romano, quella scaramanzia incontrollabile, soprattutto quando si tratta di persone a cui tieni, ma anche la paura che possa succedergli qualcosa. Mentre la parte finale rappresenta il terrore che, credo, ognuno di noi ha, e che suppongo aumenti quando si arriva verso la fine: che sia stato tutto inutile? Che tutto questo non sia servito a niente, che non lasci niente?
Credo che moriremo definitivamente solo quando non ci sarà nessuno sulla faccia della Terra che si ricorderà di noi. In quella frase il nonno augura lunga vita al nipote, e contemporaneamente esterna una paura atavica, e anzi è il suo modo (molto romano) di chiedergli di non dimenticarlo mai. Proprio in questi giorni sto realizzando una cosa molto bella: sarà molto difficile, se non impossibile, che questa canzone abbiamo un grande successo, ma in ogni caso con questo pezzo ho reso mio nonno immortale. Magari ci sarà ancora una persona al mondo che tra 1000 anni ascolterà questa canzone. Anche una sola. E allora mio nonno, una persona normalissima che non sarebbe mai passata alla storia altrimenti, sarà ancora ricordato.
A cosa pensi ora, per il 2022?
Adesso è troppo difficile fare progetti. Vorrei tantissimo fare concerti ma programmare queste cose ora è impossibile. E poi, in generale, è complicato muoversi nel mondo dei live per un artista non famoso. Ad ogni modo spero di riuscire a pubblicare un album, sicuramente uscirà qualche altro singolo, ma andiamo per gradi.
A parte il lato artistico, sicuramente continuerà la mia trasmissione radiofonica Parlando di Musica, in onda su Sbs (la radiotelevisione nazionale australiana). È una cosa che amo fare e che mi permette di conoscere tantissimi grandi artisti. E poi che ti devo dire, dopo tanti anni all’estero e questi ultimi due anni di blocco, sto cercando di farmi casa! Probabilmente nei prossimi mesi riesco a risolvere anche questo problema.
Vorrei chiudere ringraziandoti e ringraziandovi tantissimo. Mi avete fatto un’intervista molto bella, con tanta professionalità, ed è stato un grande piacere rispondervi. Grazie ragazzi, sempre avanti così, DAJE!

Social Media:

https://www.instagram.com/lorenzosantangelomusic/
https://www.facebook.com/santangelolorenzo/

Esce in radio “L’Arancio”, il nuovo singolo di Lorenzo Santangelo

 

Video e foto dall’Ufficio Stampa Red & Blue.

MEU COCO di CAETANO VELOSO, è disponibile da oggi la versione CD del nuovo album di inediti, a 9 anni di distanza dall’ultimo disco!

Oltre 50 anni di carriera, 13 Latin GRAMMY e 2 GRAMMY Award

l’artista brasiliano tra i più influenti dagli Anni ’60

CAETANO VELOSO

È uscita oggi la versione CD

del suo nuovo album di inediti

MEU COCO

Caetano Veloso Meu Coco
La copertina del nuovo album di inediti di Caetano Veloso, Meu Coco (Sony Music)

È uscita oggi, venerdì 17 dicembre, la versione CD di “MEU COCO”, il nuovo album di inediti del cantante e compositore, vincitore di 13 Latin Grammy e 2 Grammy Awards, CAETANO VELOSO.

Il disco, già disponibile in digitale (https://meucoco.lnk.to/CaetanoVeloso), arriva a 9 anni di distanza dall’ultimo album di inediti “Abraçaço” ed è il primo con Sony Music.

Caetano Veloso, foto di Aline Fonseca (Instagram: @alinefonsecas)

MEU COCOè un viaggio nella testa di Veloso, che parte dal ritmo del brano “Meu Coco” dal quale ha preso poi forma tutto il disco. 

«Sono passati nove anni da quando ho pubblicato un album di inediti. Alla fine del 2019, ho sentito un forte desiderio di registrare nuovo materiale da solo. Tutto è iniziato con un giro di chitarra che sembrava delineare qualcosa che (se eseguito come sognavo) sarebbe suonato originale a qualsiasi pubblico in qualsiasi parte del mondo – racconta Caetano Veloso – Ogni traccia del nuovo album ha una vita tutta sua. Questo è un album di quantità e intensità. La canzone portante, “Meu Coco”, ha mantenuto alcuni dei ritmi immaginati, ora con le percussioni di Márcio Vitor. Ma l’arrangiamento orchestrale che la rallegra è stato creato da Thiago Amud, un giovane artista di Rio de Janeiro la cui esistenza racconta l’autenticità dell’amore brasiliano per la canzone popolare».

È un album ricco di strumentazioni ed orchestrazioni d’eccellenza, dove le percussioni delineano il carattere dei brani, prima ancora di melodie e testi.

«Se “Anjos Tronchos” ha una sonorità simile ad “Abraçaço”, l’ultimo album che ho fatto prima di questo, “Sem Samba Não Dá” suona come Pretinho da Serrinha: una base di samba suonata da esperti musicisti, con la fisarmonica di Mestrinho, che fonde la música sertaneja con la samba tradizionale. Una lite sui (non) usi della parola “você” da parte della giovane e brillante cantante di fado Carminho si è trasformata nel fado medio-atlantico “Você-Você“, cantato insieme a me, accompagnati dal mandolino di Hamilton de Holanda al posto della chitarra portoghese. “Não Vou Deixar” è basata sul rap e creata al pianoforte da Lucas, il suo testo è un rifiuto all’oppressione politica, scritto con un tono d’amore colloquiale».

Un disco che affronta temi importanti per l’artista come la società, l’antropologia, la politica e l’amore: da “Anjos Tronchos, il primo singolo che ha anticipato l’album, una canzone che racconta l’ondata tecnologica che ci ha sommerso tra computer, smartphone e Internet, a “Pardo che, come suggerisce già il titolo, è un’osservazione sull’uso delle parole nell’attuale discussione sulla questione razziale; da “Enzo Gabriel” che riflette sull’uso di questo nome che è stato il più scelto per i neonati brasiliani negli anni 2018 e 2019, a canzoni che si intrecciano con la sfera sentimentale come Autoacalanto che è un ritratto di suo nipote che ora ha un anno (il padre Tom suona la chitarra nel brano).

«”Cobre” è una romantica canzone d’amore sul colore della pelle che compete con il riflesso del sole sul mare nel tardo pomeriggio a Porto da Barra. Jaques Morelenbaum, un inguaribile romantico, l’ha orchestrato. Ma ha anche arrangiato “Ciclamino del Libano“, con frasi mediorientali spruzzate di Webern. Devo la conoscenza con Lucas a mio figlio Tom: sono entrambi nella band Dônica. Devo a mio figlio Zeca l’attenzione alle nuove prospettive critiche. Devo a mio figlio Moreno l’intensa bellezza della canzone “GilGal“: ha fissato il ritmo del candomblé perché io potessi aggiungere la melodia e il testo che avevo già abbozzato, ma che è davvero venuto fuori solo quando ho sentito le percussioni. E la canto con la straordinariamente talentuosa Dora Morelenbaum».

Meu Coco” è prodotto da Caetano Veloso con Lucas Nunes e registrato con il mandolinista Hamilton de Holanda, il percussionista Marcelo Costa, il percussionista Márcio Victor, il fisarmonicista Mestrinho, il percussionista Pretinho da Serrinha – per il quale il compositore ha realizzato la samba inclusa nell’album – e il polistrumentista Vinicius Cantuária. Con arrangiamenti di Jaques Morelenenbaum, Letieres Leite e Thiago Amud, oltre alle voci di Carminho e Dora Morelenbaum.

Tracklist “Meu Coco

1          Meu Coco                       

2          Ciclâmen do Líbano                   

3          Anjos Tronchos              

4          Não Vou Deixar              

5          Autoacalanto                             

6          Enzo Gabriel                              

7          GilGal                             

8          Cobre                  

9          Pardo                              

10        Você-Você                      

11        Sem Samba Não Dá                               

12        Noite de Cristal          

  

Caetano Veloso è l’artista brasiliano che ha vinto più premi ai Latin Grammy – un totale di tredici trofei – oltre ad essere stato premiato dall’Accademia come “Person of the Year” nel 2012. Con più di cinquanta album all’attivo e collaborazioni nelle colonne sonore di film come “Hable con Ella” di Pedro Almodovar e “Frida” di Julie Taymor.

 

View this post on Instagram

 

A post shared by Aline Fonseca (@alinefonsecas)

Biografia Caetano Veloso

Il cantautore bahiano Caetano Veloso è uno dei musicisti più importanti della musica popolare brasiliana. Alcuni lo considerano addirittura uno dei migliori cantautori del XX secolo, paragonato a nomi come Bob Dylan, Bob Marley, John Lennon e Paul McCartney, o ai suoi connazionali Milton Nascimento, Gilberto Gil o Djavan, tra gli altri.

Caetano ha iniziato la sua carriera interpretando canzoni bossa nova, sotto l’influenza di João Gilberto, una delle icone e dei fondatori del movimento, e che ha anche collaborato alla crescita dello stile musicale che divenne noto come MPB. Il nome di Veloso si affermò saldamente nel movimento Tropicália, che era associato alla controcultura. Produttore, arrangiatore e scrittore brasiliano, il giovane Caetano ha partecipato a spettacoli semi-amatoriali insieme a Tom Zé, sua sorella Maria Bethânia, Gal Costa e il suo compagno Gilberto Gil. La sua prima opera musicale è stata una colonna sonora per lo spettacolo teatrale “A exceção e a regra” (L’eccezione e la regola), diretto da Álvaro Guimarães a Salvador. La sua carriera ha già attraversato cinque decenni. Nel 1965, Caetano Veloso ha cominciato a fare della musica una professione, accompagnando la sorella minore Maria Bethânia nelle sue esibizioni nazionali nello spettacolo Opinião. Poco dopo, ha partecipato a festival di musica popolare e composto colonne sonore per film. Ha pubblicato il suo primo LP nel 1967, Domingo, con Gal Costa, lo stesso anno in cui ha guidato il movimento Tropicalismo. Caetano è considerato uno degli artisti brasiliani più influenti dagli anni ’60 ed è stato definito un aedo postmoderno. Nel 2004 è stato considerato come uno dei musicisti latinoamericani più rispettati e produttivi al mondo, con più di cinquanta album disponibili e collaborazioni nelle colonne sonore di film come “Hable con Ella” di Pedro Almodovar e “Frida” di Julie Taymor – il cui il brano “Burn It Blue”, in collaborazione con Lili Downs, ha gareggiato per la “Migliore canzone originale” agli Oscar nel 2003. La cerimonia di premiazione di quell’anno includeva anche una performance di Caetano al fianco di Lili Downs. Nel corso della sua carriera, Veloso è diventato anche una delle personalità più importanti a livello nazionale, grazie alle sue forti opinioni politiche e sociali. Ha vinto diversi premi, tra cui 13 Latin Grammy e 2 American Grammy, oltre a due titoli alla 24a edizione dei Brazilian Music Awards – uno come Best Singer con il CD Abraçaço, nella categoria Pop/Rock/Reggae/Hiphop/Funk, e uno nella categoria Best Visual Project per lo stesso album.

 

Instagram: @caetanoveloso | Twitter: @caetanoveloso | Facebook: @falacaetano

Testi e foto dagli Ufficio Stampa e Comunicazione Parole e Dintorni e Promozione Sony Music.

STASERA IN PRIMA SERATA SU RAI 1
DAL TEATRO DEL CASINÒ DI SANREMO

LA SERATA FINALE DI “SANREMO GIOVANI” 2021

DESTRO, LITTAMÈ, SENZA_CRI e VITTORIA
SONO I 4 GIOVANI ARTISTI IN GARA PROVENIENTI DA 
AREA SANREMO 2021

Area Sanremo Sanremo Giovani 2021

Stasera, mercoledì 15 dicembre, durante la serata finale di “Sanremo Giovani” in diretta in prima serata su Rai1 dal Teatro del Casinò di Sanremo, DESTRO, LITTAMÈ, SENZA_CRI e VITTORIA, i 4 giovani artisti dell’edizione 2021 di AREA SANREMO, si contenderanno il podio per poter accedere alla 72a edizione del Festival di Sanremo.

Area Sanremo è una manifestazione organizzata e gestita dalla Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo, presieduta dall’Avv. Filippo Biolè. La Direzione Artistica di Area Sanremo è a cura di Massimo Cotto.

 «Questa sera faremo il tifo per tutti e 4 i nostri finalisti di Area Sanremo alla serata finale di Sanremo Giovani – racconta l’Avv. Filippo Biolè – Peraltro la questione Littamè, risoltasi come anche noi avevamo immaginato prima ancora che fosse la Rai ad esprimersi, è stata solo un inconveniente che ha offerto l’occasione per avere conferma della bontà delle rigorose regole che ci siamo dati nel nostro regolamento con riguardo alla natura inedita dei brani in gara e che garantiscono trasparenza e uniformità di giudizio nell’interesse di tutti i partecipanti».

Area Sanremo Sanremo Giovani 2021
l’Avv. Filippo Biolè_Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo

I 4 giovani artisti che questa sera parteciperanno alla serata finale di “Sanremo Giovani” 2021 sono stati scelti dalla Commissione Artistica della RAI tra i 21 vincitori di Area Sanremo, precedentemente selezionati dalla Commissione di Valutazione, composta da Franco Zanetti (Presidente)dal Maestro Giuseppe Vessicchio (Presidente), Piero Pelù, Mauro Ermanno Giovanardi e Marta Tripodi. Il Presidente Onorario della Commissione di Valutazione è stato Vittorio De Scalzi. Il commissario supplente è stato Maurilio Giordana. Il garante di questa edizione è stato Massimiliano Longo.

Area Sanremo Sanremo Giovani 2021
Massimo Cotto. Foto di Angela Perri

Sito ufficiale: www.area-sanremo.it

Social Media:

www.instagram.com/areasanremo
www.facebook.com/areasanremo.official

Milano, 15 dicembre 2021

————————————————————————————————————————————

BIOGRAFIE ARTISTI

Destro

DESTRO (Leverano – LE) ha compiuto da poco 19 anni e tra le sue esperienze vanta una finale al prestigioso Premio Lunezia nella quale ha ricevuto il premio speciale Radio Bruno e conosciuto il suo produttore, con il quale ha iniziato il suo percorso discografico pubblicando a giugno il singolo “Limited Edition” su etichetta Beat Sound. Sarà in gara con il brano “Agosto di piena estate, scritto insieme al suo produttore Beppe Stanco.

Littamè

LITTAMÈ (Terrassa Padovana – PD) nasce nel 1996 a Monselice (PD) e fin da piccola si avvicina al mondo della musica. A 16 anni inizia a prendere lezioni di canto e da quel momento si esibisce in serate ed eventi della sua zona, finché nel 2020 sente l’esigenza di raccontarsi e comincia a scrivere le proprie canzoni. A giugno 2021 si aggiudica un posto tra i primi 6 artisti al “Fatti Sentire” Festival in onda su Rai2. Sarà in gara con il brano “Cazzo avete da guardare”, scritto da lei insieme a Stefano Paviani e Laguna che ne hanno curato anche la produzione.

Senza_Cri

SENZA_CRI (Brindisi) si trasferisce a Milano all’età di 19 anni e avvia una collaborazione con Demetrio Sartorio e Carlo Giardina presso Bach Studio. Ad agosto 2021 pubblica il singolo “TU SAI” (UTO Publishing) e si esibisce lo stesso mese come opening act di Teresa De Sio nella rassegna “Tenco Ascolta” a Metaponto. Ad ottobre si esibisce dal vivo nella serata conclusiva del Premio Tenco 2021 al Teatro Ariston di Sanremo. Sarà in gara con il brano “A me.

Vittoria

VITTORIA (Villafranca di Lunigiana – MS) è nata nel 2003 e fin da giovane partecipa a manifestazioni canore che l’hanno fatta crescere artisticamente, fino a portarla nel 2019 al Cantagiro dove vince nella categoria “New Voice”, aggiudicandosi la realizzazione di un brano in studio di registrazione.  Avviene così l’incontro con il suo attuale produttore artistico Mirko Mangano con il quale comincia il suo percorso artistico professionale, arrivando al primo contratto discografico con l’etichetta Rusty Records. Sarà in gara con il brano “California, da lei scritto.

——————————————————————————————————————————————————————————————

DIREZIONE ARTISTICA

MASSIMO COTTO

Massimo Cotto è DJ radiofonico, autore televisivo e teatrale, giornalista professionista, scrittore (ha al suo attivo oltre 70 libri), direttore artistico di numerosi festival e rassegne, presentatore e “narrattore”.

COMMISSIONE DI VALUTAZIONE

PIERO PELÙ

Cantante, compositore, autore, arrangiatore, produttore, attore, performer e coach televisivo con oltre 40 anni di storia artistica, 20 dischi di studio all’attivo, oltre 7 milioni di copie vendute e migliaia di concerti in Italia e nel resto del mondo.

MAURO ERMANNO GIOVANARDI

Mauro Ermanno Giovanardi è fondatore dello storico gruppo La Crus, con cui pubblica 8 album con Warner, vincendo tantissimi premi tra cui due Targhe Tenco. Dal 2007 inizia la sua carriera solista che lo porta a Sanremo con “Io Confesso”; nel 2013 si aggiudica la Targa Tenco come migliore interprete e nel 2015 come migliore album dell’anno con “Il Mio Stile”. Ha avuto la direzione artistica di numerosi festival tra cui La Mia Generazione Festival in Ancona, di cui si è appena conclusa la quarta edizione.

MARTA TRIPODI

Marta “Blumi” Tripodi è nata a Milano nel 1984 ed è specializzata in musica e cultura hip hop. Per dodici anni ha collaborato con Rai Radio2, per poi diventare autrice televisiva e di documentari, di podcast e giornalista musicale.

FRANCO ZANETTI (Presidente di Commissione)

Bresciano, giornalista e autore, dal 1996 è direttore editoriale di www.rockol.it, il primo sito musicale italiano. Ha fatto parte della Commissione di SanremoLab/Area Sanremo nel 2004, 2007, 2008, 2015 e 2017. Con Gian Piero Alloisio ha ideato e dirige il talent per autori di canzoni “Genova per Voi”.

GIUSEPPE VESSICCHIO (Presidente di Commissione)

Compositore, musicista, arrangiatore, direttore d’orchestra e personaggio televisivo italiano attivo nell’ambito della musica in genere, il Maestro Giuseppe Vessicchio nasce il 17 marzo del 1956. È una presenza quasi fissa al Festival di Sanremo dal 1990 ed è noto anche come sperimentatore degli effetti della musica sugli organismi viventi, piante, vino, latte e biologia umana. È docente attivo nella propria accademia.

VITTORIO DE SCALZI (Presidente onorario)

Vittorio De Scalzi ha sempre posseduto due diverse anime artistiche: quella ribelle e contestatrice della fine degli anni ‘60 che lo ha portato a fondare la band dei New Trolls, e l’altra, quella del cantautore che lui ha sempre coltivato dentro di sé aspettando il momento giusto per liberarla. Autore con Fabrizio De Andrè e per Ornella Vanoni, Mina e Anna Oxa, le sue due opere prime sono “Mandilli” e “Gli Occhi del Mondo”.

MAURILIO GIORDANA (Commissario supplente)

Maurilio Giordana è una delle voci storiche della radiofonia ligure. Nel 2015 e nel 2018 ha fatto parte della commissione artistica di Area Sanremo. Attualmente è speaker e responsabile musicale di Radio Onda Ligure 101. Collabora con il sito musicale Rockol. Dal 2017 è uno dei Giurati del Premio Tenco.

GARANTE

MASSIMILIANO LONGO

Massimiliano Longo inizia a vent’anni a lavorare dietro le quinte della musica cercando di carpirne ogni sfumatura. Ricopre così i ruoli di Personal Assistant (Gianluca Grignani, Niccolò Agliardi), Project Manager e produttore esecutivo di artisti emergenti. Nel 2014 nasce da una sua idea All Music Italia, un punto di riferimento tra i siti di musica in Italia, da lui diretto. Ha ricoperto il ruolo di giurato in importanti Contest nazionali, tra cui Amici di Maria De Filippi e il Summer Festival (Canale 5) e il Concerto Primo Maggio Roma (Rai 3).

Testi e foto dagli Ufficio Stampa e Comunicazione Parole e Dintorni e Sanremo 

I Manga – Introduzione al fumetto giapponese: il nuovo saggio di Marco Pellitteri

La copertina del saggio di Marco Pellitteri, I manga. Introduzione al fumetto giapponese, pubblicato da Carocci Editore (2021) nella collana Quality Paperbacks. Foto di Camilla Rossini

Negli ultimi mesi sono stati pubblicati diversi articoli riguardanti lo straripante successo dei manga; chi frequenta le librerie avrà notato che lo spazio dedicato al fumetto è aumentato ed a farla da padrone sugli scaffali è proprio il fumetto giapponese.
Sembra quasi provvidenziale che pochi mesi fa la Carocci Editore abbia pubblicato per la sua collana Quality Paperbacks un saggio sulla storia del fumetto giapponese, scritto da uno dei maggiori studiosi del settore, Marco Pellitteri, già autore di saggi in questo campo, come il “Drago e la Saetta” e “Mazinga Nostalgia”.

I manga introduzione al fumetto giapponese Marco Pellitteri
La copertina del saggio di Marco Pellitteri, I manga. Introduzione al fumetto giapponese, pubblicato da Carocci Editore (2021) nella collana Quality Paperbacks. Foto di Camilla Rossini

La casa editrice non è nuova alla saggistica sulla nona arte, il volume “I manga. Introduzione al fumetto giapponese”, tuttavia, è la prima opera ad essere dedicata esclusivamente alla produzione fumettistica giapponese.
Il volume riesce, nonostante la foliazione piuttosto esigua, 168 pagine, a trattare in maniera adeguata la storia del manga, dalla nascita allo sviluppo, senza dimenticare di fornire informazioni di carattere semiotico, sul contesto storico e culturale del Giappone e di come la produzione fumettistica viene influenzata da quest’ultimo.

La prima parte è dedicata “ai precursori”, alla comparsa della parola manga e al suo uso nell’identificare il fumetto, parlando dei primi fumettisti e delle prime riviste dedicate al fumetto, fino alla fine della seconda guerra mondiale.
La seconda parte offre una panoramica sullo sviluppo del manga moderno, i lettori più appassionati riconosceranno molti degli autori e delle autrici che hanno letto e apprezzato, mentre il neofita – oltre a trovare suggerimenti per eventuali letture – ha modo di scoprire i cambiamenti, i rinnovamenti di un sistema, come quello del fumetto giapponese che ad un esterno sembra una macchina immutabile ed efficiente.
La terza e ultima parte tratta degli ultimi anni affrontando, oltre alla consueta carrellata di autori e titoli, argomenti quali il legame tra manga, animazione e merchandising vario (il cosiddetto media mix), la censura e il revisionismo storico.

La copertina del saggio di Marco Pellitteri, I manga. Introduzione al fumetto giapponese, pubblicato da Carocci Editore (2021) nella collana Quality Paperbacks. Foto di Camilla Rossini

Il volume è estremamente denso e fornito di una ricca bibliografia, che viene più volte citata nel testo. Si configura come un ottimo punto di partenza per chi è interessato a sapere di più sul manga e una pubblicazione utile per chi ha già letto altri saggi sul medium.
“I manga. Introduzione al fumetto giapponese” ha il pregio di mettere in discussione una serie di miti della storiografia del fumetto giapponese, proponendo nuove e più aggiornate ricerche.
Il saggio è acquisto consigliatissimo per chiunque voglia una pubblicazione breve, ma densa di informazioni, un punto fermo dal quale allargare la propria cultura sul mondo del fumetto giapponese.

I manga introduzione al fumetto giapponese Marco Pellitteri copertina
La copertina del saggio di Marco Pellitteri, I manga. Introduzione al fumetto giapponese, pubblicato da Carocci Editore (2021) nella collana Quality Paperbacks

Il Manga. Introduzione al fumetto giapponese
Casa editrice : Carocci Editore
Collana: Quality Paperbacks
Pagine: 168
Prezzo: 15,00 €
ISBN: 9788829011049

La copertina del saggio di Marco Pellitteri, I manga. Introduzione al fumetto giapponese, pubblicato da Carocci Editore (2021) nella collana Quality Paperbacks. Foto di Camilla Rossini

Da venerdì 10 dicembre sarà disponibile in rotazione radiofonica L’ARANCIO” (Lungomare – Believe), il nuovo singolo di LORENZO SANTANGELO.

Prodotto da Filippo Raspanti per Sphere Music International, “L’arancio” è il nuovo singolo del cantautore romano Lorenzo Santangelo. L’autore, dopo aver vissuto molti anni all’estero, riscopre le sue radici utilizzando per la prima volta il proprio dialetto in un viaggio emozionale che ha come traccia un immaginario monologo del nonno. Il testo del brano, raffinato ed incisivo allo stesso tempo, si sviluppa in un crescendo perfettamente in armonia con la musica, partendo da una tenera immagine di vita quotidiana, seguita da una serie di riflessioni mai banali e di forte impatto emotivo.

Spiega l’artista a proposito della nuova release: «”L’arancio” è nata in maniera del tutto naturale, come se scriverla in quel preciso momento della mia vita fosse la cosa più normale del mondo. È stato emozionante crearla, perché solo scrivendola mi sono accorto del legame indissolubile che c’è tra me e mio nonno, che non c’è più da tanti anni, e mi è venuto spontaneo utilizzare il mio dialetto, come si fa in famiglia. È una canzone un po’ strana, non ha la classica struttura “strofa/ritornello”, e di sicuro non strizza l’occhio alla moda. È una canzone onesta, per niente furba, che cerca soltanto di emozionare e di lasciare un segno un po’ più profondo, a prescindere da like e stream».

arancio Lorenzo Santangelo L'arancio
La copertina del singolo L’arancio (Lungomare – Believe) di Lorenzo Santangelo, prodotto da Filippo Raspanti per Sphere Music International

Il videoclip di L’arancio è stato girato in Toscana in un casale di campagna dell’800 da Gabriele Paoli. Sono stati scelti colori caldi e atmosfere dal sapore classico. La scelta delle immagini è fortemente legata al testo della canzone, e vuole dare fin dalle prime scene quell’idea di intimità e calore caratteristica del brano.

Biografia

Lorenzo Santangelo è nato a Roma, dove ha iniziato a 4 anni a studiare pianoforte. Dopo aver frequentato il conservatorio di Santa Cecilia si avvicina alla forma canzone, affascinato dai grandi cantautori italiani. Nel 2012 scrive un romanzo prima di lasciare l’Italia per trasferirsi in Australia, dove vive 7 anni ottenendo la cittadinanza australiana. Dal 2019 collabora con Radio SBS (la radiotelevisione nazionale australiana) per la quale ha ideato e conduce tutt’oggi la trasmissione settimanale “Parlando di Musica”, giunta ormai alla centesima puntata, nella quale intervista artisti di spicco del panorama musicale italiano tra cui Caparezza, Frankie hi nrg mc, Willie Peyote, Tosca, Ron, Eugenio Finardi, Fabio Concato, Simona Molinari, Gio Evan, PFM, La Rappresentante di Lista e molti altri. Tornato in Italia inizia a collaborare con svariati artisti, lavorando come autore. Negli ultimi anni ha pubblicato due EP (“Canzoni in fuga” e “Respiro”) e un Lp (“L’ultimo album d’esordio”).

Il suo nuovo singolo, “L’arancio”, sarà in rotazione radiofonica dal 10 dicembre 2021.

Social Media:

https://www.instagram.com/lorenzosantangelomusic/
https://www.facebook.com/santangelolorenzo/

Articoli correlati:

Lorenzo Santangelo: intervista a un romano alla ricerca delle sue radici

Lorenzo Santangelo vince la XX edizione del Premio Fabrizio De André

Testi, video e foto dall’Ufficio Stampa Red & Blue.

Incontriamo virtualmente Joe Barbieri, a distanza di alcuni mesi dall’uscita del suo ultimo album, Tratto Da Una Storia Vera. Lo incontriamo scoprendo che il 2022 in arrivo sarà un anno importante per lui (come ci spiegherà nel corso dell’intervista di seguito).

Niente di grave Joe Barbieri
Joe Barbieri. Foto di Angelo Orefice

Prima di arrivare al punto, però, diamo di nuovo uno sguardo a questo ultimo disco, che conta su presenze importanti. Tra queste, ricordiamo la tromba di Fabrizio Bosso e le voci Sergio Cammariere, Tosca e Carmen Consoli, che lo arricchiscono col loro tocco, ma sposandosi perfettamente allo spirito che permea l’opera.

Tratto da una storia vera Joe Barbieri
La copertina dell’album Tratto da una storia vera di Joe Barbieri (2021 – Microcosmo Dischi/Warner Music Italy)

Da Tratto Da Una Storia Vera di Joe Barbieri sono stati estratti due singoli, Promemoria e Niente di grave. Il primo è quasi una lezione di vita, espressa con immediatezza e semplicità (ma proprio per questo non banale), nelle relazioni sentimentali. Il secondo può contare sul violoncello del virtuoso brasiliano Jaques Morelenbaum, ed è una serena ma vibrante ode alla “vita qualunque”.

Joe Barbieri
Joe Barbieri. Foto di Angelo Orefice

Joe Barbieri sembra difatti entrare quasi in punta di piedi, per poi sorprendere – talvolta in maniera maestosa e potente – ma sempre con toni morbidi e delicati. Non che la musica di Joe Barbieri abbia bisogno di alzare i toni per farsi apprezzare dall’ascoltatore; d’altra parte, anche se questo è un lavoro raffinato e alle volte sottile, non abbiamo sicuramente di fronte un album freddo o impersonale. Al contrario, e il pensiero in merito del cantautore sembra ben chiaro nel brano La giusta distanza:

ma vivere a salve non fa per me e basta
io voglio bruciare a un passo dal sole
io voglio cadere, rialzarmi ed andare
io voglio sbucciarmi le labbra ed il cuore

Non manca neppure un angolo di questo disco dedicato a Napoli, e la Napoli di Joe Barbieri colpisce in maniera anche originale, coi due brani Lazzari felici e Vedi Napoli e poi canta (quest’ultimo con l’organista Alberto Marsico e ritmi latini).

Abbiamo intervistato Joe Barbieri, che ringraziamo per aver risposto alle domande di XtraCult:

Il tour dell’ultimo album prosegue dopo l’estate, nella non facile situazione di questi anni. Come lo sta vivendo? 

In realtà so di non dire nulla di nuovo e di unirmi ad un coro piuttosto numeroso di colleghi quando raccontano che il contatto con il pubblico è una dimensione angolare per far restare in equilibrio la propria espressività. La composizione ed il lavoro in studio sono due momenti meravigliosi (per me lo sono certamente) ma portare la musica al di fuori del proprio privato, e vederla “scorrere” sui volti della gente mentre la si suona, sentire il pubblico cantare, ripaga di ogni cosa. Dunque aver ripreso l’attività concertistica la scorsa estate e poterla continuare in questa stagione invernale è, direi, vitale.

Joe Barbieri. Foto di Angelo Orefice

Tratto da una storia vera è l’album più autobiografico di Joe Barbieri. Cosa ha voluto comunicare di sé e perché? 

La premessa che chiarisce molto se non tutto del senso di questo disco è che una delle cose di cui sono più orgoglioso è rappresentata dal fatto che in tanti anni come autore di canzoni ho praticamente sempre messo su carta il mio vissuto e le storie che ho osservato di prima mano. Con questo disco ho voluto dire grazie a tutto quanto mi è accaduto e che mi ha condotto fin qui, lo immagino come una sorta di “belvedere” dal quale poter abbracciare in un unico sguardo tutta la strada percorsa, i sacrifici fatti, le persone incontrate, la musica ascoltata. Una vita intera in un disco, insomma.

In Tratto da una storia vera c’è anche la collaborazione di tanti amici. Quale significato dà all’amicizia? 

Nella musica le amicizie possono nascere molto facilmente quando si ha un tessuto musicale comune, comuni riferimenti, e soprattutto la medesima voglia di dialogo nell’arte. Nel corso della mia carriera di incontri inestimabili ne ho avuti tanti, da Pino Daniele fino ad Omara Portuondo, passando per molto del meglio del jazz italiano e internazionale. Ho trovato molto spesso disponibilità al confronto, alla generosità, allo scambio. Fuori dalla musica invece sono estremamente selettivo: pur avendo piacere a stare con tutti, difficilmente riesco a concedere di accedere ad uno strato davvero profondo di me stesso. Il risultato è che nella mia vita c’è un’unica amicizia che dura da quasi trent’anni più poche altre davvero preziose, la somma sta sulle dita di una mano.

Negli anni ha ricevuto anche un grande consenso all’estero. Cosa ricorda con particolare piacere?

Del lavoro all’estero apprezzo i viaggi, la leggerezza che il confronto con le culture diverse ti lascia addosso. Ho detto in tante interviste – e lo ripeterò anche stavolta – che oltre all’Europa (Francia, Germania e Spagna in testa) conservo un particolare ricordo del Giappone, dove la gente ascoltava i miei concerti con gli occhi chiusi. Mi incuriosiscono molto e dunque mi auguro di visitare e di suonare presto in Corea del Sud ed in Messico.

Cosa porterà il 2022?

Il prossimo anno potrò festeggiare i trent’anni di carriera, e mi piacerebbe portare (magari finalmente liberi da troppe costrizioni) il racconto di questo ultradecennale percorso in lungo e in largo per il nostro Paese con molti concerti, e – sarebbe bello – con una festa finale da immaginare magari nella mia Napoli. La ciliegina sulla torta per festeggiare questo compleanno tondo sarà infine la pubblicazione di questo album dal vivo registrato pochi giorni fa. Mi pare un buon programma.

Joe Barbieri. Foto di Angelo Orefice

Sito ufficiale:

https://www.joebarbieri.com/

Social Media:

https://www.facebook.com/joebarbieri.official/
https://instagram.com/maisonbarbieri

Joe Barbieri. Foto di Angelo Orefice

Articoli correlati:

Tratto Da Una Storia Vera, il nuovo album di Joe Barbieri

Niente di grave, il nuovo singolo da Tratto da una storia vera

Foto e video dall’Ufficio Stampa Red & Blue.

Paolo Tofani, da poco uscito con Indicazioni vol.2, è una vera leggenda della musica: negli anni ’60 fu coi Califfi e I Samurai, e a partire dal 1973 (e fino al 1977) chitarrista degli Area. Negli anni a seguire, Paolo Tofani ha proseguito la sua ricerca (musicale e non solo), potendo contare anche su importanti collaborazioni.

Indicazioni vol.2 è un album di musica sperimentale, che segue idealmente il lavoro Indicazioni del 1977, registrato con la Shyama Trikanta, una chitarra progettata dallo stesso Paolo Tofani.

Mai come in questo caso sarebbe sbagliato lasciarsi spaventare dalle etichette. Anche se – come spiegato dallo stesso Paolo Tofani – Indicazioni vol.2 è stato realizzato (non diversamente dal primo volume) per un ideale fruitore che sia un giovane chitarrista che cerchi potenzialità e strade alternative nell’utilizzo dello strumento, a parere di chi scrive questo album si lascia anche ascoltare con sorprendente facilità, almeno per una buona parte.

Basterà lasciarsi cullare dalle note di questi otto brani, tutti improvvisati, mai banali o noiosi, per essere trasportati su strade musicali meno battute. Anche se siamo di fronte a un album di grande freschezza e pervaso dai profumi dell’India, Indicazioni vol.2 non mancherà neppure di permettere all’ascoltatore più avvezzo a questi percorsi di percepire pure i sentori e le onde di alcuni dei momenti più alti della musica degli anni ’70, ’80 e ’90.

Le otto tracce, della durata compresa tra gli otto e gli undici minuti, trasudano desiderio di ricerca e di esplorazione di nuovi sentieri musicali. L’ascoltatore non mancherà di chiedersi: cosa sta facendo qui Paolo Tofani? Non fosse che per questa differente impostazione della mente, le nuove Indicazioni permetteranno al giovane chitarrista – ideale ascoltatore – che si imbattesse in questo lavoro di interrogarsi sulle mille strade a lui aperte.

Abbiamo intervistato Paolo Tofani, che ringraziamo per aver risposto alle domande di XtraCult:

Indicazioni vol.2 rimanda già a partire dal titolo all’esperienza precedente del 1977. Cosa è successo perché sentisse di voler dare un seguito a quel disco?

Indicazioni vol.1 partiva da un genuino desiderio di condividere un nuovo modo di espressione legato allo strumento chitarra. In quel momento vivevo anche una realtà creativa molto intensa grazie ai synth formidabili che avevo, e quindi il tutto aveva un sapore molto tecnico. Non ho avuto il riscontro di quanti possono avere seguito quel suggerimento, anche perché il mio compito si limita a consigliare, poi ognuno va dove vuole.

Indicazioni vol.2 non è un atto di generosità ma, grazie a una consapevolezza più profonda, ho capito che il mio principio di vita da seguire è l’utilità, quindi ho pensato che poteva essere utile a qualcuno mostrare che si può prendere strade diverse con la chitarra, anche senza l’utilizzo di elettronica ausiliaria. Tutto qua. Chi vuol sentire senta, del domani non c’è certezza.

Paolo Tofani Indicazioni vol.2
La copertina del nuovo album di Paolo Tofani, Indicazioni vol. 2, masterizzato da Dario Giuffrida ed uscito per ExperiMentis, la nuova collana di musica elettronica e sperimentale di Aventino Music

Quali sono le indicazioni che darebbe a un giovane musicista oggi?

I giovani devono rimanere puri. Dopo la fase iniziale, piena di eroi da seguire (indispensabile), si dovrebbe creare la propria identità, mantenerla e difenderla con la sua castità creativa e personale.

La strada non sarà facile: ci saranno dubbi, ostacoli da superare, molteplici tentativi di compromessi, ma (questa è la purezza di cui parlo), con la forza dell’intelligenza e la potente carica dell’autostima, avremo tanti artisti eclettici stimolanti e unici, altrimenti soltanto un grande esercito di inutili cloni.

Questo album vede l’utilizzo della Shyama Trikanta. Da cosa può nascere l’idea, la necessità di progettare una nuova chitarra?

Tutto si evolve, i cambiamenti sono il risultato di una ricerca continua che non sempre è collegata soltanto al denaro ma anche al desiderio di andare oltre i limiti conosciuti per esplorare, stimolare la nostra intelligenza e creare moltitudini di nuove differenze (percorso ovvio per il cosiddetto homo sapiens).

La Shyama Trikanta è il risultato inevitabile della mia necessità di andare oltre le banalità ormai obsolete e conosciute, creando uno strumento fresco, formidabile e stimolante.

Posto che non è detto che debba essere un obiettivo, il progressive rock o la musica sperimentale potranno un giorno essere fruiti di nuovo da un più ampio pubblico? Cosa dovrebbe cambiare?

Tutti i momenti del passato non possono essere forzatamente inseriti nella realtà presente. Il vuoto non si riempie con emozioni di un’altra vita lontana nel tempo. I segnali non sono buoni: la coscienza è bassa e l’intelligenza scarseggia.

Adesso ci sono altri stati d’animo: invidia, mediocrità, ipocrisia, miseria, paura, violenza. L’arte di oggi è condizionata da queste tensioni, e il futuro sarà ancora più complicato per i ricercatori di bellezza, purezza, rispetto per la vita, di cultura utile, di pace e serenità.

Cosa significa sperimentare in musica?

Credo di avere già spiegato il concetto: posso soltanto ribadire che mescolando gli ingredienti conosciuti e quelli nuovi (ottenuti dal coraggio e dall’immaginazione), si trovano nuove e stimolanti strade per vivere emozioni forti e diverse in relazione a tutte le forme di arte e della vita. Questa è la sperimentazione.

Hare Kṛṣṇa.

Nuovo album di Paolo Tofani, Indicazioni vol.2

LINK UTILI

Sito ufficialehttp://www.paolotofani.com/

Spotifyhttps://open.spotify.com/artist/2Qmz9rCgkgyUuXDHGRNXbc?si=U6dGppGvSay4R4WXNkn6bQ

Discografia su Bandcamp: https://paolotofani.bandcamp.com/

Si ringrazia QALT per il supporto e per le foto.

Dal 3 dicembre è disponibile in rotazione radiofonica “QUALCUNO CHE TI VUOLE BENE” (Blackcandy Produzioni), nuovo singolo di GIULIA PRATELLI presente su tutte le piattaforme di streaming a partire dal 22 novembre. Il brano, che vede il featuring del cantautore BIANCO, anticipa il nuovo album della giovane artista che è stato prodotto interamente da ZIBBA e sarà pubblicato a gennaio 2022.

Giulia Pratelli Qualcuno che ti vuole bene (ft. BIANCO)
La copertina del nuovo singolo di Giulia Pratelli, Qualcuno che ti vuole bene ft. BIANCO

QUALCUNO CHE TI VUOLE BENE”, ultima release di GIULIA PRATELLI, è un brano scritto in viaggio, in uno di quei momenti in cui si cerca casa propria in ciò che si ha intorno e la si trova in piccole soluzioni quotidiane, minuscole attenzioni o distrazioni: proprio come quando ci si addormenta sulle spalle di qualcuno che ci vuole bene.

«Ho scritto questa canzone con la chitarra in spalla, tra i viaggi in treno e i divani o letti di amici disposti a ospitarmi – racconta Giulia Pratelli a proposito del nuovo singolo – Sentirsi sempre a casa non è facile ma improvvisamente lo diventa, di fronte all’amicizia e a piccoli e grandi gesti d’affetto. Ho subito pensato che mi sarebbe piaciuto cantare questo brano con BIANCO, che per mia fortuna ha accettato e ha scritto le sue strofe, dando un contributo prezioso con il suo linguaggio e il suo sguardo».

Giulia Pratelli

Biografia

Giulia Pratelli, che ha più volte attirato l’attenzione di grandi artisti quali Fiorello (che dal 2014 l’ha accolta nel cast della sua Edicola Fiore), Enrico Ruggeri e Grazia De Michele, negli anni è stata ospite dei concerti di Marco Masini, Edoardo Bennato, Diodato e Mirkoeilcane. Nel 2018 è la cantautrice a dare la spinta propulsiva per creare e organizzare “Come è profondo il mare”, uno spettacolo in omaggio alla musica di Lucio Dalla che la porta a cantare nei teatri e locali italiani insieme a Tommaso Novi, Gio Mannucci e Luca Guidi. Nell’estate 2020 apre alcuni concerti di Paolo Benvegnù e cattura l’attenzione di Kashmir Music a tal punto da decidere di farla entrare nella sua squadra. Alla fine del 2020, una speciale live session in acustico del suo inedito “Un’altra domenica (Canzone a casa)” ha inaugurato l’ingresso della giovane cantautrice nel roster dell’agenzia di booking Kashmir Music.
Il nuovo singolo di Giulia Pratelli, dal titolo “Qualcuno che ti vuole bene” feat. Bianco (Blackcandy Produzioni), è disponibile in digitale dal 22 novembre e in radio dal 3 dicembre 2021. Il brano anticipa un nuovo album in uscita il prossimo gennaio.

Social Media:
https://www.facebook.com/giuliapratelliofficialpage/
https://www.instagram.com/giuliapratelli/

Articoli correlati:

“Nel mio stomaco”, il terzo album di Giulia Pratelli

Testo e foto dall’Ufficio Stampa Red & Blue.