Il grande amore. Vita e morte con Bill Evans di Laurie Verchomin – recensione

“Stasera faccio la volontaria per la Railtown Jazz Society, che ha ingaggiato il Bill Evans Trio per suonare in questa chiesa/discoteca/ristorante cinese. È la prima volta che vengo qui e rimango colpita dalla stravaganza dell’arredo”.

È il 1979 Laurie Verchomin ha ventidue anni, Bill Evans cinquanta. Laurie è una ragazza che, durante la rivoluzione sessuale degli anni Settanta, cerca disperatamente una via di fuga da una famiglia ancorata al passato, da un padre musicista che non ha mai sentito suonare, che la chiama puttana e la strattona quando rincasa tardi la sera e da una madre che lei crede non averla mai approvata. Nel fuggire dalla loro “borghesia di prateria” sembra invece voler solo tornare, nonostante le gravidanze, gli aborti e la cocaina non avessero dato altro che l’effetto contrario.

Quando cominciano a frequentarsi con Evans, lei è già stata capace di distinguere tra il musicista che tutti i critici non faticavano a definire per le sue composizioni di rara bellezza espressiva e l’uomo di cui si era innamorata. “Eravamo una coppia così strana, transgenerazionale” riconosce, “Bill è entusiasta della mia giovinezza. Io sono presa dalla sua profondità (…) Sto vivendo per la prima volta un uomo che si prende cura di me”. L’affetto che Evans prova per Laurie appare così sincero da trascendere persino le sue due ex compagne di vita, di cui una suicida, e i suoi figli, che le farà conoscere per rendere la loro relazione ancor più unita.

Trascorreranno insieme quell’anno prima della prematura dipartita di Evans sconfitto dall’epatite. Quando Laurie entra nella sua vita sforzandosi di diventare leale e coraggiosa, il pianista ha già impresso nella musica la sua personale visione della tragedia, ha già collaborato con Miles Davis in Kind of Blue, poi con Paul Motian e George Russell, ha già cambiato il modo di intendere il jazz per quelli che sarebbero venuti dopo.

Con intermezzi di poesie e passi di un diario scritto in quel periodo, Laurie Verchomin ne Il grande amore con una scrittura asciutta e minimale racconta la vita e la morte avuta con Bill Evans, in un libro autopubblicato nel 2010 e che Minimum Fax ha riproposto quest’anno nella sua collana musicale.

Verchomin Bill Evans
La copertina del libro di Laurie Verchomin, Il grande amore. Vita e morte con Bill Evans, tradotto da Flavio Erra e pubblicato da Minimum Fax (2021)

Tutto tra loro è iniziato per caso in quella chiesa sconsacrata cinese di Edmonton in Canada. È il 1979 e Bill Evans è già molto malato ma questo non gli impedirà di ritagliarsi ancora un pezzo di vita intensa, tra una tournée e l’altra, insieme a lei che sarà ispirazione d’amore e di musica.

 

Laurie Verchomin, Il grande amore. Vita e morte con Bill Evans, Ed. Minimum Fax 2021, pagg. 176, Euro 16.

Foto di decrand

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.

 

L’articolo è stato pubblicato in precedenza su Paesaggi Colorati.

Write A Comment